I DOCUMENTI
LETTERE
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LETTERE DAL PASSATO

1800-1914

Con la sconfitta  dell’esercito francese a Waterloo (18 giugno 1815) si chiude contemporaneamente sia la fase  dell´esperienza rivoluzionaria che quella delle invasioni napoleoniche. I  governanti europei, riuniti a Vienna, cercano di ricostruire un ordine di  tipo sostanzialmente conservatore basato sull´equilibrio tra le cinque potenze  che avevano partecipato ai conflitti napoleonici: Austria, Inghilterra, Francia,  Prussia e Russia.

Giuseppe Zitelli (1835?-1918?)

Eppure, nonostante gli sforzi dei partecipanti al Congresso di Vienna, le  invasioni napoleoniche avevano di fatto esportato in modo indelebile - in  un modo o nell´altro - i valori ed i principi della rivoluzione francese.  Le élites borghesi e le masse popolari erano violentemente entrate a  far parte non solo dello scontro militare ma, soprattutto, avevano acquisito  un forte sentimento nazionale.

L’Ottocento, noto per essere il secolo del liberalismo e del capitalismo,  dovrebbe essere noto quindi anche per essere stato il secolo dei nazionalismi  e della nascita del concetto dello Stato-nazione. Il Risorgimento italiano  ne è una manifestazione eclatante, ma, insieme all’Italia, nascono  e nasceranno altri Stati “nazionali” quali, ad esempio l’Impero  Tedesco ed il Belgio.

L’Impero Ottomano si sfalda a tappe successive lasciando il posto a Stati  nazionali come la Grecia, la Bulgaria, la Serbia e la Croazia e l’Austria  diventa, dopo le riforme costituzionali del 1867, Austria-Ungheria. Entrambe  non sopravviveranno alla prima guerra mondiale.

L’Europa si rivela quindi essere una polveriera di moti nazionali che diventa  vieppiù esplosiva. In sostanza si sviluppa, nel corso dell’Ottocento,  un nazionalismo radicalmente differente da quello che si svilupperà   dopo il 1870 e vede come simbolo di svolta l´affaire Dreyfus (1894). Dreyfus  era un militare francese di origini ebrea, accusato di attività  di  spionaggio viene condannato alla deportazione a vita. Nonostante fosse stata  provata la sua innocenza la giustizia militare rifiuta di rivedere il processo:  si manifesta un nuovo tipo di nazionalismo questa volta basato sul concetto  della razza.

Il nazionalismo ottocentesco traeva parte delle sue origini - come già   accennato prima - sugli ideali della rivoluzione francese. Ma non esisteva  solo il nazionalismo di stampo rivoluzionario, democratico e repubblicano;  esisteva anche un nazionalismo di tipo liberale il cui pensiero non è  facilmente delimitabile.

Francesco Ghiglieri (1827-1919)

Il principio di nazionalità  in merito al quale i diplomatici avevano  discusso e che aveva cambiato la cartina dell’Europa nel periodo tra il 1830  e 1878 fu pertanto qualcosa di radicalmente diverso dal fenomeno politico  nazionalistico che diventò sempre più centrale nell’epoca della  democratizzazione europea e della politica di massa.

Al tempo di Mazzini non era molto importante che, per la maggior parte degli  italiani, il Risorgimento semplicemente non esistesse, come ebbe ad ammettere  implicitamente Massimo d’Azeglio quando affermò: “Abbiamo  fatto l´Italia, adesso dobbiamo fare gli italiani”. E non era ugualmente  molto importante, per chi prendeva in esame la questione polacca, che probabilmente  la maggior parte dei contadini che parlavano polacco non si sentissero dei  nazionalisti polacchi. Sarà  solo dopo il 1880 che i sentimenti quotidiani  delle masse industrializzate assumeranno importanza per introdurre un concetto  nuovo di richiamo al nazionalismo politico e che avrà  effetti dirompenti.

Gennaro Zitelli (1828?-1898?)

La Corrispondenza 1800-1914

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