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STRADE DELLA ROMA PAPALE

Piazza di S Martino ai Monti - Torre degli Arcioni

Nel 1493, Graziano de Fichinellis vende a Vannozza Cattanei (1442-1518) e a suo marito Carlo Canali, la sua “domus” con le pertinenze ed una vigna, precedentemente posseduta da Battista de Archionibus.
Dalla descrizione topografica degli strumenti legali della vendita, si può credere che la torre in questione fosse compresa nel terreno in questione.
Nel 1500, Leonardo Capoccia dona a Giovanni de Branca un terreno confinante con la vigna acquistata dalla Vannozza, accostando quindi alla zona il nome dei Capoccia.
Si può quindi solo ipotizzare, senza certezza, che la torre possa essere stata posseduta dagli Arcioni o dai Capoccia o da entrambi, senza alcuna certezza.
Nel 1509, quel terreno fa parte del convento di Santa Lucia in Selci.
Nel 1873, viene approvato un piano urbanistico (Viviani) che nella zona prevede la creazione di un’asse stradale (Via dello Statuto e via Giovanni Lanza) che unisca direttamente l’Esquilino con via Cavour. Tale piano è reso esecutivo nel 1883.
Tra il 1885 e il 1887, vengono operati gli espropri necessari alla realizzazione dei lavori, ed in particolare viene espropriato un significativo pezzo di terreno al convento di S. Lucia, comprendente la Torre.
Nel 1895-96, vengono eseguiti i lavori di realizzazione della nuova piazza di San Martino ai Monti, dove la torre resta isolata, come si vede oggi.
Per livellare lo spazio della piazza, il livello del terreno alla base della torre viene abassato di circa tre metri, portando così fuori terra la fondazione della torre, per accedere alla quale viene aperto un ingresso. La torre risulterà alta 36 m. e avrà 7 piani fuori terra.

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